PARTY: La ricerca del tempo che verrà -
di Michela Pozzo e Paolo Data-Blin con Gabriele Capilli, Daniel De Luca, Giulia Lazzarino, Marta Mancini, Giulietta Petti, Paolo Tagliaferro

Lo spettacolo di teatro danza Party mette in scena sei attori e danzatori fra i 18 e i 22 anni con i quali abbiamo lavorato negli ultimi due anni per la messa in scena di performance e short format. Il principio che ha mosso il nostro lavoro con loro è stato caratterizzato dalla ricerca del percorso più che della finalità: questo modo, in netta contrapposizione con quello che spinge molti ragazzi della loro età verso il palco per mostrarsi più che per comunicare, ci ha spinti a scrivere una partitura fatta di parole, musica e movimento, per dire che è il percorso che caratterizza spesso una vita, un assolo, una coreografia corale, uno spettacolo.
L’attesa del domani, del successo viene cancellata da ciò che accade oggi, dal momento dell’improvvisazione, dell’urgenza di dire qui ed ora più che quella di essere domani. Questo metodo ha composto in maniera quasi autonoma una scena che alterna in modo fisiologico l’uso di molti strumenti nel momento in cui di questi strumenti si sente la necessità.
La nostra operazione teatrale tenta di mettere in luce le dinamiche relazionali che si sviluppano da sei individui uniti in un contesto che li spingerà ad affrontare il loro stare insieme e magari il loro tentativo di evadere da questa situazione. I loro personaggi sono scritti da loro stessi e da come a vicenda si intendono. La ricerca è la distrazione: da quello che succede intorno e che non capisci, dalle dinamiche sociali e dalle regole che non ti entrano in testa, da sè, più spesso. Il party, dunque, è il luogo dove tutti i ragazzi vorrebbero vivere.

In un party si può trovare, nell’ordine: una ex fidanzata, un compagno di scuola, l’agenda che hai dimenticato l’anno precedente, il nome sul muro da te scritto con la chiave dell’auto, il tuo peggiore nemico, l’amore della tua vita. Il primo bacio, il primo bicchiere, l’imbucato che ti offre uno spinello, distrazione e poi ancora distrazione…

In un party la ragnatela dei rapporti si intreccia nel modo apparentemente più casuale e nonostante tutto nel modo più razionale e freddo che un computer possa calcolare nella sua elettronica vita. All’interno di un party uno può entrare con un nome ed uscirne con un altro, un’altra giacca, un’altra casa, un’altra auto. E’ il luogo dove tutto è possibile, fino a qualche secondo prima che finisca. Il party coinvolge, disinibisce, svela le innumerevoli facce della stessa medaglia.

Chissà cosa ci apparecchia il mondo, chissà quale sarà il tempo che verrà. E’ la “recherche” di chi ancora non ha il ricordo struggente di un bacio che non arrivava, la sera, prima di andare a letto. O forse, in alcuni casi, la ricerca è sia di un prima che di un dopo.